Voto: 7,5. Il libro, inserito nella categoria dei romanzi d’inchiesta, è uno spaccato sulla realtà politica nostrana raccontato dal punto di vista dei giovani che più o meno consapevolmente ne vengono attratti.
[piè, si uno squallido, hai letto du libri in vita tua, Favole al telefono alle elementari e quesso che se l’avesse scritto un ragazzo manco te passava per l’anticamera del cervello de leggelo]
E’ una lettura piacevole, stile pulito divertente e diretto ma, proprio quando la trama va in coppia (come quando il motore comincia ad erogare dando soddisfazione e lasciando pregustare una guida entusiasmante) ossia si segue lo sviluppo della narrazione, si prende confidenza con i protagonisti e ci si appassiona per sapere cosa combineranno quei quattro… il libro finisce.
Tanto che sono andato a verificare su Internet se il numero di pagine fosse effettivamente quello.
Gran potenziale, non pienamente dispiegato.
[a parte piè che volevamo vedè a te al primo libro e poi alla prossima quessa ce rifila un tomo de docimila pagine che non se ne pole più]
Seguo spesso la dott.ssa Innocenzi sul suo blog e mi diverte leggere cosa scrivono di lei giornalisti e critici e i relativi commenti della “velina rossa”. “Saputella”, “smaniosa di successo”, “figlia di papà che gioca a fare la precaria”… che è esattamente ciò che io scriverei di primo acchitto. Ma credo che chiunque fissando quello sguardo per più di un attimo abbia intravisto una purezza tale che fa ben sperare. E che probabilmente di questi tempi dà un pò fastidio.
Non oso immaginare il titolo del prossimo libro…
[piè avevi cominciato male, hai finito addirittura pegghio]


