L’estate. Che racconto. Prima della porta dimensionale.

Roba che tornavi dal mare inebriato dal sole e da quel vento mite che ti riappacificava con qualsiasi cosa.

Pericoloso. Perchè ti rilassavi, ti distraevi (e magari sognavi) e di questi tempi non è consigliabile.

Non so se credete nelle porte dimensionali, io per necessità ci ho riflettutto.

Un qualcosa di simile ad un tremolio nell’aria come nel deserto dove l’orizzonte sfoca a causa della calura.

Però, cullato dalla magia estiva, non te ne accorgi.

E’ un attimo. E ti trovi in un’altra dimensione, parallela. Nella fattispecie, di male assoluto. Ci vuole anche fortuna nella vita.

Summer 2007. Stava lì, compaiono non si sa quando non si sa come e non si sa perchè. E l’ho attraversata e nessuno/a è stato più lo stesso/a, ovviamente.

In questo mondo parallelo operano le persone al cervello, separano gli emisferi e li collegano via filo conduttore ponte radio. Così, per tradizione.

Poi, per gioco, si alterna la corrente, si abbassa la temperatura e poi la si alza in modo da sciogliere stupide rigidità, si addomestica il SNC, si fa salire la pressione perchè pensare troppo e lucidamente fa male oppure si inviano immagini suoni e frasi per disorientare un pò. Che festa ogni volta.

Dicono che ci sia un popolo, quelli del Wolticass gemellati con la regione dello Stapozinage, formidabile in questo genere di divertimenti. Per non parlare della loro passione per le manipolazioni genetiche, ma questa è un’altra storia.

Però anche qui c’è il 41-bis. Almeno credo.

Altra dimensione che vai, abitudini che trovi.

Pievo Runner.