Caro blog, per anni ho tenuto in un angolo della testolina un curioso ricordo.

Durante il primo, ed ahimè molto discontinuo e travagliato, periodo universitario ero solito la sera guardare, tra i molti, un talk-show celeberrimo qui in Italia e per me gradevole.

Non so il perchè, ma delle innumerevoli puntate una è come se la ri-vedessi di continuo.

Entra e viene fatto accomodare un tale, pressappoco come i cavoli a merenda guarda nella telecamera e fa riferimento ad una forma influenzale fastidiosa specie se protratta nel tempo.

In quel periodo giustappunto soffrivo di un pò di acciacchi troppo ripetuti per un baldo giovine come me sicchè al pronunziare tale riferimento… colpetto al cuore, quei tonfetti emozionali.

Ma ancor più incredibile l’ “ecco” del tizio subitamente dopo il mio stupore, quasi intimidatorio.

Chiunque, trattandosi di un episodio risalente ad una quindicina di anni fa, avrebbe catalogato il tutto nella più assoluta delle coincidenze con paranoia di contorno.

Oggi che si apprende che tutta la mia vita è stata qualsiasi cosa fuorchè lasciata al fato… eh forse anche quello è un pezzettino del puzzle.

Come non ricordare poi quel 17 d’Agosto quando un pò più grandicello ma cioppetto post-gesso subivo in spiaggia il furto dei miei effetti personali… sfiga, cos’altro vuoi pensare?

Oggi che si apprende che tutta la mia vita è stata qualsiasi cosa fuorchè lasciata al fato… eh forse anche quello è un pezzettino del puzzle.

Etc. etc. etc. includendo gli avvenimenti più gravi fino alla catastrofe… dato l’insensato accumulo di meschinità e data la totale assenza di giustificazioni hanno potuto (non) risolvere solo con la violenza, e in un clamoroso crescendo reso possibile da un’assurda omertà.

Non biasimo le scelte di vita personali e il mestiere dell’eroe mi sembra molto poco ambìto, tuttavia sono e sarò sempre dell’idea che ogni azione comporti delle conseguenze: grazie al “speriamo-che-non-capiti-mai-a-me-ma-tanto-a-me-non-capiterà-mai-concept” siamo sprofondati in una guerra fantascientifica che sta portando il pianeta alla distruzione e non so che fine abbiano fatto i miei simili.

Come già scritto in precedenza, quello che tutti sapevano da anni (o forse da sempre) a me è stato accennicchiato solo all’inizio di quest’anno e a 10000 km da casa (e ovviamente dalla parte sbagliata)… sicchè con un ritardo molto chic mi avvio verso dove dovrei essere da un bel pò; forte di tutte le ragioni del mondo ma che tuttora sembrano valere come carta straccia.

 

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C’è una soluzione, estrema tuttavia dicono possibile: turn back time

turn_back_time

Metti caso fosse veramente possibile mi si pongono alcuni interrogativi:

– SE io torno indietro nel tempo, come Doc mi ha insegnato, creerei un paradosso temporale dove in un 2007 (ad esempio) alternativo ci sarebbero due me.

Oltretutto l’altro me guardandomi direbbe “e questo sarebbe il futuro?”.

– SE invece è il tempo a tornare indietro ALLORA tutto il pianeta tornerebbe indietro. E metti fosse così, avremmo ricordo o no di quanto accaduto?

Ipoteticamente credo di no perchè è come se non fosse mai accaduto, tranne forse per quelli in cabina di regìa.

Solo che a quel punto chiunque potrebbe/vorrebbe proporre in base alla propria storia personale di ritornare ad un preciso momento, come concordare la data?

Nel rispetto di tutti e considerando le brutture che il pianeta ha vissuto nel corso dei secoli vi è però un’epoca (l’ultima) che ha comportato la quasi estinzione del genere umano e la quasi distruzione del pianeta, sicchè si decide di tornare al momento prima che…

– Seppur lo ritenga impossibile menziono anche l’ipotesi che possa esistere il tasto <<REWIND individuale.

– Niente di tutto ciò. Magari possono fare copia&incolla di mondi persone epoche e via immaginando…

 

Caro blog ci salutiamo per un pò… stanco delle conversazioni con gli elettrodomestici di casa, degli sfottò dalla natura circostante e delle tenere intimidazioni dei bimbi sotto casa (o si butta o perde il cervello o perde il ca##o…”) sono quindi di nuovo in partenza con meno bagaglio ma più informazioni; chissà forse c’è un nesso.

Lascio la nazione dove sono nato e vissuto per 35 dei miei quasi 37 anni e che è diventata semplicemente irriconoscibile: dalla captatio benevolentiae si è passati alla compratio benevolentiae fino a che, dato ciò che hanno fatto, dato ciò che hanno fatto a me e dato ciò che hanno in mente di fare hanno arguito che nemmeno il denaro avrebbe potuto coprire tali mostruosità e si è passati alla epuratio malevolentiae.

Una nazione fantasma, priva di esseri umani; addirittura macchine (robots a comando) più che alieni. Estirpata la volontà il consenso è garantito. Lasciate ogne speranza, voi ch’intendete.

Tralascio di sparare ulteriormente sulla croce rossa in quanto non è che nel resto dell’occidente (sembra che in Europa siano state curiosamente bandite bellezza giovane età ed intelligenza… oltre all’innominabile sesso…) abbia notato chissà quali differenze (altrimenti non sarei tornato), tuttavia qui sembra esservi l’epicentro della catastrofe, dove è iniziata la persecuzione ai miei danni e soprattutto dove è ancora in funzione il simpatico macchinario, di per sè assolutamente illegale ma per farla proprio clamorosa sabotato e fatto riavviare più volte (dicunt).

Tuttavia sono in una botte di ferro: tutti mi conoscono, tutti mi osservano, tutti sono pronti a garantirmi la serenità di un tempo… poichè però mi è ancora sibillino il perchè dell’attesa mi esce solo uno spontaneo e genuino… fanculo, senza offesa ovviamente.

Intanto che non impazzisco, suicido, infrocisco etc. etc. etc. devo indovinare la prossima meta.

Logica suggerirebbe l’Africa per motivi di cosino, dove sicuramente sarei il minus habens di tutto il continente (“dai fradello non sono le dimensioni ghe gondano”), però in India leggenda narra vi siano gli eterosessuali ma le recenti normative indicano che migliore è la farfalletta se corteggiata sull’isoletta; nonchè se a molti potrebbe far piacere ospitare el pigna ad altri potrebbe dar fastidio l’ormai enorme, presumo, carico di sicurezza pubblicità curiosi che si spostano con me, da lì il rendere altresì ostica la mia permanenza. Ma ormai quasi unanime è comunque il grido: EST!!!

Mi basterebbe tornare in mezzo ai trogloditi umani, ovunque fosse(ro).

In questo momento il mondo mi sembra solo turpe e il drammatico è che probabilmente così debba essere: i miei antagonisti rasentano l’analfabetismo che aggrava l’infantilità di base, da dove arriverebbero i viaggi intergalattici e i vari giocattoli hi-tech di cui dispongono? Così smaneggiando con il pongo e le costruzioni, toh un propulsore warp…

Poichè oso quindi ipotizzare l’esistenza di un disegno superiore, allora voglio pensare che invece si possa superare il dramma recente(?) e tornare come prima o addirittura forti dell’esperienza, migliori. Se superstiti. A questo proposito dato che l’umanità è stata, tra i vari abomini, volutamente contaminata/contagiata da un virus devastante per il cervello e invece, nonostante tutto, io ho resistito allora potrei essere ulteriormente scomodo perchè Bellerofonte della situazione; doppiamente pertinente citazione se (a quanto dicono) dovessi anche avere cariche esplosive anche lungo la colonna vertebrale che in seguito magari ad uno sfortunato imprevedibile incidente avrebbe così, in stile delitto perfetto, irreparabilmente ceduto…

… senza più giustizia e professionalità sminuite, anche un’eventuale rigorosa “indagine” sarebbe stata generosamente messa a tacere. O forse sto inventando tutto… chissà.

 

Waiting 4 an endless countdown

love is back in my hometown

I have to go

exactly where

I don’t know

 

 

Pievo “quadrimenzionalmente” Runner