Da techno-carcerato ascolto, e guardo, molta TV.
E' un sottofondo mentre faccio altro (le pippe).
A me piacciono le pubblicità. Rompono le palle ma ho sempre la curiosità di vedere cosa si inventano.
La porta dimensionale ha, ovviamente, cambiato pure quelle.
Non si pubblicizza più niente ora, si impone. Il prodotto ha perso di ogni significato perchè l'importante è il condizionamento mentale.
(Ricordo che la creatività è stata bandita per abuso di colori).
Esplicitamente e subliminalmente.
Tralascio l'inquietante osservazione di facce a me familiari, ma è anche vero che sono pazzo e paranoico e quindi non conta.
Torniamo al contenuto dei messaggi.
Quand'è che funziona una pubblicità? Quando ti invoglia soprattutto a non cambiare canale ma anche a sviluppare interesse/curiosità per un certo prodotto.
Ma poichè l'economia a noi non serve più (ci pensano altri e, evidentemente, anche i consumi sono imposti) allora "forziamo" il comune pensare con ogni mezzo possibile.
Ci sono quindi gli spot, per carità qualcuno si salva (chissà quali santi in paradiso avranno per permettersi parole e temi appena appena sopra la dittatura), e le storie, the worst of the pegghio.
Tralascio la solita domanda del perchè qualche anno fa era tutto diverso (in meglio), ma è anche vero che attraverso lo spazio-tempo viaggio io e non voi e quindi non conta.
Torniamo al contenuto dei messaggi.
Se a fine giornata dovessi ragionare (!achtung!) in base alle parole percepite durante gli spot più o meno elucubrerei così:
"sono una merda, sto male, ho bisogno di aiuto, dateme un farmaco in un ufficio a forma d'orologio o fateme 'mbriacà, sto troppo solo fateme sposà con un mutuo che voglio un figlio da mette in un conto corrente a tasso agevolato, lo yogurt mi protegge dalla famiglia che tira su la zip. E devo sta zitto telefonando."
Se a fine giornata dovessi catalogare i prodotti che mi sono rimasti in mente, più o meno l'1% rispetto al totale degli spot.
Quindi la pubblicità al servizio del regime funziona.
Un'altra considerazione.
Se all'improvviso la popolazione venisse privata, più di quello che già è, di ulteriori sacrosante libertà scoppierebbe, subito, la rivolta.
Ma poichè l'obiettivo rimane la schiavitù, allora si va subdolamente.
Alcuni spot idealizzano, magnificano momenti (ho saputo che in altre parti del mondo le chiamano normalità) ma immediatamente ecco il commento pronto a sminuire il messaggio.
Mi ricorda un pò la situazione a mio carico dove mi si incolpa di avere troppo e quindi a giorni alterni, uno si e l'altro pure, ho anche io i miei doverosi, remote controlled, problemi. Come diceva quella canzone, to much perfection will kill you.
Che la fonte sia comune? Naaaaaaa… sarebbe troppo ovvio.
Concludo dicendo che il giorno, non credo manchi molto, in cui a reti unificate dovesse comparire il messaggio "schiavi ubbidite e basta", se non altro ci saremo scrollati di dosso la ripugnante ipocrisia attuale.
Il primo passo in avanti. Si, da un sontuoso alto medioevo verso l'epoca dei faraoni.
Ma io che può, lo premonizzo. Un giorno, lontano lontano lontano, anche qui si firmeranno carte dei diritti. Su papiro.
(Mentre scrivevo questo post ore 16 del 6/3/2011 all'improvviso il cielo sembrava essersi riempito di traffico aereo ad altezza terrazzo). Stravagante.
Pievo Runner.
