Il 26 Dicembre 2011 alle 15,30 circa ora di Toronto entra in camera una delle guardie della security per dirmi che è ora di andare via, come anticipatomi pochi giorni prima.
Mi alzo dal letto, saluto i miei compagni di “stanza” e ci dirigiamo al piano terra dove mi vengono riconsegnati i miei effetti personali.
44 giorni con gli stessi vestiti e indumenti intimi, lavati come ho potuto, per scoprire che il resto dei vestiti non c’è più e che quel che avevo lasciato nell’ostello non era più stato recuperato, seppur promessomi.
Non faccio la minima piega, rispondo alle solite domande varie ed eventuali atte a verificare il mio stato di presenza (per uscire in quel momento da quella prigione fisica che aggravava la già prigione fisica e mentale che subivo da tempo, condizione semplicemente non da essere umano ma nemmeno da bestia, avrei recitato la Divina Commedia a memoria con tanto di metrica, seppur non conoscendole) e ammanettato (fosse mai che avessi esitato ad andarmene immediatamente dal Canada) vengo portato all’aeroporto.
Dieci minuti in cui mi si concede un pò di corrente nel cervello, toh chi si rivede, per poi ripiombare nel solito infernale caos.
Tuttavia il volo fino ad Amsterdam è assolutamente rilassante. Più volte mi si è tentato di far capire che lì starei bene ma allora perchè all’andata allo Schipol Airport un più che moderno body-scanner ha taciuto al mio passaggio? Perchè dovevo affrettarmi a finire in galera?
Arrivato a Roma (obbligatorio per riavere il passaporto) vago per la capitale abbastanza stordito da settimane di randellate cerebrali e unbelievable news circa la mia storia e un certo gas di sottofondo di sicuro non aiuta la mia ripresa (“ancora non va giù”, “è anche poco quello che gli abbiamo fatto”…). Camminando camminando un tizio mi fa intendere che sono addirittura il pezzo mancante di una collezione da vendere, il che alle mie orecchie fa semplicemente rima con la preoccupazione (in base a quanto ascoltato tempo prima) di essere sequestrato di nuovo e “riaperto”; sicchè parto per Madrid e il resto lo conoscete.
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Il volo dell’andata verso Toronto è stato un qualcosa di irripetibile. Avete presente il cult-movie The Rocky Horror Picture Show? Bene, avete presente quei teatri o cinema di Londra (ad esempio) dove il suddetto film viene riprodotto continuamente e gli spettatori, fedelissimi, partecipano attivamente allo stesso ad esempio aprendo l’ombrello (appositamente fornito o portato da casa come tutto il resto) quando i protagonisti si trovano sotto la pioggia in cerca di un riparo? Ecco, questo è stato il tratto Londra-Toronto dove lo staff (gentilissimi ma con sguardi, a mio avviso, non del tutto lucidi e che ho ben presto terminato di osservare rifugiatomi sotto la cuffietta) allorquando freneticamente servivano i pasti ecco come dire tutti iniziavano e terminavano di mangiare nello stesso momento e tutti aprivano all’unisono le lattine per poi sempre tutti insieme tranne uno (indovinate chi) esplodere in una fragorosa risata. Più le solite provocazioni e gesticolare tanto più efficaci quanto più la corrente va giù e/o la temperatura sale. Appena sceso mi aspettano, pensai… è l’ultimo sforzo. Dicono che io sia anche mezzo indovino… infatti mi aspettavano. |
Qui non si tratta di andare a tentare fortuna in nazioni dove questa folle guerra è più o meno sentita (Svizzera, Austria, Germania…), si tratta di andare a vivere in mezzo a persone che ripudiano in toto una tale abominevole violazione dei più basilari diritti umani. Punto e basta. Se deve essere isolotto sperduto in qualche oceano, evidentemente doveva andare così. Punto e basta. Lì istituirò la Repubblica delle Pigne e ridarò prestigio alla parola civiltà.
Se non altro l’Occidente si è definitivamente tolto la maschera.
Qui Piè funziona come un’azienda, tutti su libro paga. In più siamo tutti uguali, senza skills e senza sentimenti. Tu così normalmente vecchio stile te ne devi andare, ad EST. Che però, sembrerebbe, causa la mia storia, si stia a sua volta scindendo in due e quindi non è sicuro che qualsiasi parte sia estranea a cotanta follia. Antalya docet.
Allora come al mio solito ho cercato di suddividere il problema nelle sue componenti elementari:
– un Occidente debole fobico senza idee nè intelligenze si è compattato in un unico blocco politico-economico orientato verso l’auto-distruzione. Addirittura sospetto che avessero spento i motori in attesa del famigerato 21/12/2012 (se questo post è online la catastrofe è stata evitata) ed ora vivano chi di inerzia e chi di rabbia nel dover riprendere, seppur a ritmi da calende greche come le nuove regole (che io non conosco, perchè?) sembrerebbero imporre, le proprie mansioni;
– all’interno di esso i confini si sono ufficiosamente chiusi. Causa guerra? Causa tanto doveva/deve finire e basta e quindi chi prima chi dopo è inutile continuare? In più, fatto a cui non avrei mai e poi mai pensato, se proprio ti vuoi spostare bada bene ad andare in luoghi dove i pisellini sono all’incirca come il tuo. Differenze (per eccesso) in quell’ambito sembra che ora generino problemi, ad Ovest e forse in qualche parte ad Est;
– voci incontrollate che hanno semplicemente dell’assurdo mi classificano come l’ultimo uomo tra i viventi. Ripeto che su un totale di miliardi sia abbastanza improbabile aver classificato chiunque nonchè significherebbe che le loro pozzioni maggiche sarebbero state diffuse, e con successo, su scala planetaria. Probabilmente considerano soltanto come campione valido la parte occidentale su cui “operano”. Ma non trascuro il fatto che questo nuovo mondo si stia rivelando più atroce di qualsiasi immaginazione e quindi comincio a non sorprendermi più di niente;
– come ulteriori voci di corridoio secondo le quali al mio interno mancherebbero alcuni organi. Boh, speriamo che tornino;
– nonostante gli ingentissimi danni fisici il modello gayborg difettoso Pievo Runner è ormai un’ossessione da parte ahimè di tutti gli immondi-feccia del pianeta, aizzatimi contro con l’imperativo “Romeo deve sparire”. L’ultima delle pigne da calpestare, l’ultimo dei cabrones da piegare. Troppo, decisamente troppo specie il dimostrare day-by-day l’assurdità del loro sistema;
– a tal proposito barate tutte le regole e, presumo, di volta in volta riscritte ad hoc (ho la sensazione di correre per toccare l’orizzonte) è ormai imprescindibile che almeno con la prepotenza magna il refrattario (ai loro “metodi” e intrugli) crolli (pianto, i classici 5 minuti, assenza dalla sua mente, collasso fisico and so on) per poi fargli meglio comprendere l’importanza della submission e il giuramento al nazismo 2.0;
– è talmente importante (in casa delirio) il mio soggiogamento che ormai viene utilizzato qualsiasi mezzo (canzoni, sottotitoli, annunci, insegne, scritte varie…) ed espediente. Dovesse accadere, dal molto basso della mia ignoranza ravviso però, trattandosi in seguito ad un sequestro di persona di tortura e persecuzione e di inaudita ferocia, gli estremi per la nullità di simili pretese (tra le quali sii folle, sii un bambino, sii gay, sii di ultra-estrema destra, va’ su un’isola – Madeira non lo è, evidentemente – cambia epoca -!!?!!?!!- and so on);
– MA tutto ciò è insignificante (processo compreso, quello si compra – parole loro – oppure ti ci facciamo arrivare pazzo – parole loro -) rispetto all’affronto da parte mia non di odiarli, termine troppo forte è pur sempre Natale, ma che io non li stimi o addirittura ami;
– mi fermerei qui dato che sento che il mio processo di conversione è in atto e non vorrei vedere più madonne di quelle solite.
“… e alla fine dottoressa sono diventato re, perchè non potendo uscire dal gioco e al tempo stesso non volendo morire allora ho inevitabilmente resistito circostanza che quindi, in questo mundo loco, mi ha fatto crescere molto di status sociale e ricchezza cosa però inaccettabile da parte del sistema perchè devono vincere sempre loro e stare sempre più in alto di tutti. Lontano da ogni mia immaginazione però il sovrano, colui il quale ha l’ultima parola su tutto, deve essere un cretino fragile insicuro e pure un pò frì-frì sicchè la persecuzione, difficile dictu, si è addirittura inasprita e alla fine in quanto caso patologico di stabilità mentale nonchè proprietario di di tutto un pò sono stato relegato su un’isola perchè sembra che lì gli intollerabilmente diversi godano di maggiori diritti che sulla terra continentale.
Le sembrerà incredibile, a me ancor di più, che tutto abbia origine dall’invidia verso il mio pene che durante i giorni di sequestro, non che gli oltre tre anni successivi non lo siano di fatto stati anch’essi, ha meravigliato – così dicono – recitando io all’interno di un set a luci rosse allestito ad hoc. Con tutto quello che ne è derivato (pellicole, foto, merchandising…).
Successone tale che addirittura la chiesa mi avrebbe voluto come testimonial tanto da scatenare una guerra (molto poco) santa per non lasciarmi libero di esistere (e in mani nemiche)…”
Capisco perfettamente… vede sig. Passarini lei soffre di un disturbo piuttosto tipico che però va curato da subito pena il probabile aggravarsi fino a sfociare in una seria mitomania. C’è appunto un nuovo farmaco il pignat-cojonorol che la farà stare subito meglio, mi scusi vado un attimo di là a prenderne un campione.
L A N C I A T E M I I C O M P O N E N T I ! ! ! ! ! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAhhhhhhhhh
Dottoressa, dottoressa?
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| Durante il mio viaggio in America Latina, di cui parlerò in un apposito e-spero bel post, ho deciso di candidarmi alle famigerate e ambitissime presidenziali del centro-sud America. |
24/12/2012, Capurganá, Colombia.
Pievo “el pigna” Runner

